
Orodè Deoro
L'Arte tutta, sulle orme dei migliori contro l'arte dell'accecamento
La caduta di un mondo nelle opere di Orodè
di Gian Ruggero Manzoni
Quando per la prima volta mi sono imbattuto nei lavori di Orodè, ho subito pensato a Egon Schiele, non tanto per i soggetti rappresentati, quanto per come egli affronta la figura nell’oggi e per come intende il gesto artistico. Orodè si pone con un segno disperatamente poetico, testimone della fine di un’epoca. In un Occidente che precipita (…) il pittore e performer pugliese introduce una nota di tragico presagio e insieme ci regala il desiderio di eros, di vita, di passione, seppure le sue rasoiate e il suo continuo rapporto con l’oscuro, con la tenebra, con l’abisso. (...). La caduta è evidente, ma il rappresentato si muove in senso contrario rispetto a una decadenza estetizzante o a un freddo distacco (...) Nelle sue raffigurazioni, espressioniste e di getto, l’artista non vuole mostrare ciò che appare, infatti per lui è importante ciò che è lo "sguardo verso l’interno". (...)
89.854cm2
33.011cm2
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